La mostra «Queer Nature Photography Awards» al Museo di Scienze Naturali illustra, fino alla fine di giugno, la diversità della natura attraverso fotografie premiate e mette in discussione le concezioni di genere e normalità. Essa collega la biodiversità alla diversità sociale e sarà successivamente visibile anche al Planetarium Alto Adige.
“Ciò che consideriamo ‘naturale’ è spesso più variegato di quanto pensiamo”, così David Gruber, direttore del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, riassume l’idea alla base della nuova mostra. L’esposizione, che intreccia biodiversità e diversità sociale, sarà visitabile da mercoledì 25 marzo al 30 giugno tra il primo e il secondo piano del Museo di Scienze Naturali, per poi essere trasferita dal 1° luglio al 31 agosto al Planetario dell’Alto Adige di San Valentino in Campo.
La mostra, curata a livello internazionale, riunisce dieci fotografie premiate di otto artiste e artisti provenienti da tutto il mondo. Le opere mostrano quanto possano essere variegati i comportamenti, le strategie riproduttive e le relazioni sociali nel regno animale: dalle relazioni di coppia a lungo termine tra i delfini alle interazioni omosessuali tra i mammiferi, fino ai ruoli di genere flessibili tra gli invertebrati.
In questo modo, la mostra mette in luce che la diversità non è un caso eccezionale, bensì un principio fondamentale della natura. Allo stesso tempo, apre la strada a interrogativi rilevanti anche dal punto di vista sociale: come nascono le norme? Cosa si intende per ‘naturale’? E come gestiamo la diversità?
“La mostra si propone come contributo a una società aperta e inclusiva. Dimostra che la natura non conosce categorie rigide e invita a percepire la diversità come un arricchimento, sia in ambito ecologico che sociale”, afferma Gruber.
I premi sono stati promossi dall’organizzazione no profit Narwhal Rainbow Alliance, impegnata nella tutela della biodiversità e a favore della diversità sociale. Con questo progetto, l’organizzazione intende portare maggiormente all’attenzione dell’opinione pubblica il legame, spesso trascurato, tra le prospettive queer e l’osservazione della natura.

