IM NATURMUSEUM SÜDTIROL – AL MUSEO DI SCIENZE NATURALI DELL’ALTO ADIGE
W. A. Mozart:
Don Giovanni KV 527
La clemenza di Tito KV 621
Ausführende/interpreti:
Ensemble Windkraft
Don Giovanni KV 527 e La clemenza di Tito KV 622 sono due opere che hanno reso Mozart celebre in tutta Europa. Tuttavia, non tutti potevano assistere a una rappresentazione teatrale o disporre delle risorse necessarie per metterla in scena. Per questo motivo, già all’epoca del compositore, le sue opere venivano trascritte per organici più ridotti e destinate a contesti privati o concertistici. In questo concerto vengono proposte in una versione per tre strumenti a fiato.
Con Don Giovanni, Mozart amplia i confini del melodramma, accostando scene drammatiche e momenti di leggerezza in un equilibrio del tutto nuovo. Non a caso Goethe riteneva che la musica di quest’opera avrebbe potuto accompagnare perfettamente il suo Faust. La clemenza di Tito, composta negli ultimi mesi di vita del musicista, guarda invece alla tradizione dell’opera seria italiana, con ampie linee melodiche e una particolare attenzione all’espressione lirica. Scritta per l’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia, suscitò reazioni contrastanti da parte del pubblico e della critica.
A unire queste due opere non è tanto la lingua o lo stile musicale, quanto il luogo che le accolse: Praga. Nella capitale boema Mozart trovò amici, sostenitori e un pubblico che apprezzava la sua musica con un entusiasmo raro. Qui incontrò anche Giacomo Casanova e qui vide la luce una delle prime biografie a lui dedicate, scritta da Franz Xaver Niemetschek.
Non sorprende quindi che entrambe le opere siano profondamente legate a questa città.
Anche la trascrizione per strumenti a fiato che ascolteremo in questa mattinata fu pubblicata a Praga agli inizi dell’Ottocento, testimoniando ancora una volta il forte legame tra Mozart e la capitale boema.
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Don Giovanni KV 527 und La clemenza di Tito KV 622 sind zwei Opern, die Mozart weit über die Grenzen seiner Zeit hinaus berühmt gemacht haben. Allerdings konnte nicht jeder diese Werke aufführen oder ein Opernhaus besuchen. Daher entstanden bereits zu Mozarts Lebzeiten Bearbeitungen für kleinere Besetzungen, die das Repertoire auch außerhalb des Theaters zugänglich machten. In diesem Konzert erklingen die beiden Opern in einer Fassung für drei Blasinstrumente.
Mit Don Giovanni erweitert Mozart die Möglichkeiten der Oper grundlegend. Tragische und heitere Momente stehen hier nebeneinander und schaffen eine neue dramatische Vielfalt. Goethe war von diesem Werk so beeindruckt, dass er dessen Musik für seinen Faust geeignet hielt. La clemenza di Tito, die in Mozarts letztem Lebensjahr entstand, greift dagegen bewusst auf die Tradition der italienischen Opera seria zurück. Weit gespannte melodische Linien und lyrischer Ausdruck stehen im Mittelpunkt. Das Werk wurde zur Krönung Leopolds II. zum König von Böhmen komponiert und stieß bei seiner Uraufführung auf geteilte Reaktionen.
Was beide Opern verbindet, ist weniger ihre musikalische Sprache als vielmehr der Ort ihrer Uraufführung: Prag. In der böhmischen Hauptstadt fand Mozart nicht nur treue Freunde, sondern auch ein Publikum, das seine Musik besonders schätzte. Hier begegnete er Giacomo Casanova, und hier erschien mit der Biografie von Franz Xaver Niemetschek eine der ersten Lebensbeschreibungen des Komponisten.
So überrascht es nicht, dass beide Werke eng mit Prag verbunden sind. Auch die Bläserbearbeitung, die in diesem Konzert zu hören ist, wurde Anfang des 19. Jahrhunderts in Prag veröffentlicht und verweist damit erneut auf die besondere Beziehung zwischen Mozart und der böhmischen Hauptstadt.
