IM MUSEUM ECCEL KREUZER – AL MUSEO ECCEL KREUZER
W. A. Mozart:
Sonaten für Violine und Klavier KV 481 und KV 454 („Strinasacchi-Sonate“)
Sonate per violino e pianoforte KV 481 e KV 454 (“Strinasacchi”)
Ausführende/Interpreti:
Paolo Bernardo, Violine/violino
Luca Schinai, Klavier/pianoforte
Molti dimenticano un grande dettaglio di Mozart e cioè che egli non fu solo pianista, ma anche violista, organista, cantante e, soprattutto, violinista. Per questa ragione la sua produzione per il violino acquista una importanza essenziale per comprenderne lo stile e la personalità, qui restituita da due capolavori come le sonate KV 454 “Strinasacchi” e 481.
Viele vergessen ein wichtiges Detail über Mozart, nämlich dass er nicht nur Pianist, sondern auch Bratschist, Organist, Sänger und vor allem Geiger war. Aus diesem Grund kommt seinem Schaffen für die Violine eine wesentliche Bedeutung für das Verständnis seiner Musiksprache und Persönlichkeit zu, die hier durch zwei Meisterwerke wie die Sonaten KV 454 „Strinasacchi“ und 481 zum Ausdruck kommen.
Rispetto a molti compositori del passato, Mozart è stato un musicista completo, capace di suonare diversi strumenti ad un livello alto. Secondo diversi critici musicali del tempo egli era particolarmente dotato non solo come compositore, ma anche come strumentista. Lo possiamo comprendere ancora meglio facendo riferimento al padre di Mozart, Leopold. Egli, infatti, iniziò a lavorare con il proprio figlio al cembalo e ben presto, dopo aver comprato un violino piccolo, lo istruì anche in quello strumento. Fin da subito, quindi, Mozart dimostrò di essere un provetto pianista ed un forte violinista. L’interesse per gli strumenti lo attrasse sempre, tanto che imparò a suonare bene anche l’organo, la viola, probabilmente chitarra e mandolino, oltre che esercitare il canto. Questo spiega anche la sua capacità di comporre con una certa rapidità per diverse famiglie di strumenti, cosa che lo agevolò nella sua attività. Una volta Mozart fu contrapposto in un duello a Muzio Clementi, ritenuto allora il più grande pianista vivente.
In effetti, le sonate KV 454 e 481 mettono in luce questa doppia natura di Mozart come pianista e violinista. Le sonate hanno un respiro sinfonico, sono molto ampie e profonde e presentano uno stile diverso rispetto ad altre composizioni coeve. La sonata KV 454 è innovativa sotto diversi punti di vista, ma la cosa più curiosa sta nella scrittura della partitura che Mozart, per ragioni di tempo, terminò dopo la prima esecuzione avvenuta a Vienna il 21 aprile 1784. L’autografo della sonata è incompleto, perché il compositore salisburghese improvvisò la parte del pianoforte accompagnando Regina Strinasacchi, la grande virtuosa mantovana del violino, a cui egli aveva dedicato la composizione. Pare però che l’improvvisazione di Mozart fosse stata tanto perfetta che nessuno si fosse accorto che egli stava inventando istantaneamente una parte tanto complessa di una sonata, che è molto ambiziosa sotto ogni punto di vista.
Non è noto per quale ragione Mozart scrisse la Sonata KV 481, ma è probabile che egli stesse pensando ad un’intera raccolta di sonate per violino e pianoforte da pubblicare. La ricerca di uno “sponsor” lo portò ad offrire la composizione al principe von Fürstenberg di Donaueschingen. Rispetto alla precedente sonata dedicata alla Strinasacchi, qui Mozart parla un linguaggio concertante in cui pianoforte e violino dialogano sullo stesso piano producendo una composizione virtuosistica, ma al tempo stesso sinfonica e ricca di dialogo e di intrecci tra gli strumenti, tanto da far pensare ad un nuovo indirizzo stilistico che egli avrebbe intrapreso a breve.
Im Vergleich zu vielen Komponisten der Vergangenheit war Mozart ein vielseitiger Musiker, der verschiedene Instrumente auf hohem Niveau spielen konnte. Nach Ansicht mehrerer Musikkritiker jener Zeit war er nicht nur als Komponist, sondern auch als Instrumentalist besonders begabt. Wir können dies noch besser verstehen, wenn wir auf Mozarts Vater Leopold Bezug nehmen. Dieser begann nämlich, mit seinem Sohn am Cembalo zu arbeiten, und unterrichtete ihn, nachdem er eine kleine Geige gekauft hatte, schon bald auch auf diesem Instrument. Von Anfang an erwies sich Mozart also als versierter Pianist und begabter Geiger. Das Interesse an Instrumenten zog ihn stets an, sodass er auch die Orgel, die Bratsche, wahrscheinlich die Gitarre und die Mandoline gut zu spielen lernte und sich zudem im Gesang übte. Dies erklärt auch seine Fähigkeit, relativ schnell für verschiedene Instrumentenfamilien zu komponieren, was ihm bei seiner Tätigkeit zugutekam. Einmal trat Mozart in einem Duell gegen Muzio Clementi an, der damals als der größte lebende Pianist galt.
Tatsächlich verdeutlichen die Sonaten KV 454 und 481 diese doppelte Natur Mozarts als Pianist und Geiger. Die Sonaten haben einen symphonischen Charakter, sind sehr weitläufig und tiefgründig und weisen einen anderen Stil auf als andere zeitgenössische Kompositionen. Die Sonate KV 454 ist in vielerlei Hinsicht innovativ, doch das Merkwürdigste daran ist die Entstehung der Partitur, die Mozart aus Zeitgründen erst nach der Uraufführung am 21. April 1784 in Wien vollendete. Das Autograph der Sonate ist unvollständig, da der Salzburger Komponist den Klavierpart improvisierte, während er Regina Strinasacchi, die große Geigenvirtuosin aus Mantua, begleitete, der er das Werk gewidmet hatte. Es scheint jedoch, dass Mozarts Improvisation so perfekt war, dass niemand bemerkte, dass er gerade einen so komplexen Teil einer Sonate aus dem Stegreif erfand, die in jeder Hinsicht sehr anspruchsvoll ist.
Es ist nicht bekannt, aus welchem Grund Mozart die Sonate KV 481 komponierte, doch ist es wahrscheinlich, dass er eine ganze Sammlung von Sonaten für Violine und Klavier im Blick hatte, die er veröffentlichen wollte. Auf der Suche nach einem „Mäzen“ bot er das Werk dem Fürsten von Fürstenberg aus Donaueschingen an. Im Vergleich zur vorherigen, Strinasacchi gewidmeten Sonate spricht Mozart hier eine konzertante Sprache, in der Klavier und Violine auf gleicher Ebene miteinander dialogisieren und so eine virtuose, zugleich aber symphonische Komposition entstehen lassen, die reich an Dialogen und Verflechtungen zwischen den Instrumenten ist – so sehr, dass man an eine neue stilistische Richtung denken könnte, die er in Kürze einschlagen würde.