Un piccolo tesoro fossile ritrovato a Sinigo

Tema: Ricerca
12. Settembre

In una stretta e nascosta gola localizzata sopra Sinigo, frazione della città di Merano, sono stati trovati dei resti di piante fossili risalenti a circa 280 milioni di anni fa, che presentano alcune caratteristiche molto particolari.

I fossili – soprattutto conifere ma anche felci con seme e code di cavallo – sono stati raccolti nell’ambito del progetto di ricerca “La vita ai tempi di un supervulcano” del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige. Sono stati estratti da rocce sedimentarie, che si sono formate dalla deposizione di sabbie e argille all’interno di un enorme lago presente nella zona circa 280 milioni di anni fa durante il periodo geologico del Permiano.

 

Una preservazione tridimensionale

 

La prima caratteristica che distingue questi reperti è lo stato di preservazione. A differenza della maggior parte dei fossili di piante ritrovati nelle Alpi, quelli di Sinigo sono infatti tridimensionali. Questo tipo di conservazione è molto raro, solitamente delle piante fossili rimane osservabile solo un’impronta bidimensionale.

 

Ma questo perché è importante? Dalla struttura tridimensionale delle foglie di conifera è stato possibile capire che queste possedevano un particolare adattamento al clima, che ancora oggi è presente nelle piante grasse: la succulenza. Le foglie delle piante grasse, come la ben conosciuta Aloe vera, riescono ad immagazzinare acqua durante i periodi più umidi in modo da avere una riserva e poter sopravvivere durante i periodi più aridi. Lo stesso ruolo veniva probabilmente svolto dalle foglie delle conifere, le quali crescevano in un ambiente arido con singoli eventi di pioggia e alluvioni, e quindi necessitavano di questo adattamento per sopravvivere.

Nuove evidenze sulle tempistiche dell’evoluzione delle conifere

 

Le particolarità della flora di Sinigo però non finiscono qui. Un altro aspetto, al quale si può attribuire importanza a livello mondiale, è il ritrovamento di conifere fossili appartenenti a due gruppi ben distinti. Il primo è un gruppo più primitivo – chiamato conifere Walchiane – che si è evoluto in un ambiente umido con abbondante acqua. Il secondo invece è un gruppo più moderno – le conifere Voltziane – le quali si sono sviluppate in un ambiente arido e presentano quindi chiari adattamenti per sopravvivere in condizioni di scarsità d’acqua, come appunto la succulenza delle foglie.

 

Trovare i fossili di organismi diversi non solo nello stesso luogo, ma anche nello stesso strato roccioso – il che implica che si sono formati nello stesso intervallo temporale – è spesso un passaggio molto importante per capire il loro sviluppo. I due tipi sono coesistiti? Uno ha ceduto il passo all’altro? Che eventi hanno influito su questi cambiamenti? I due gruppi di conifere trovati a Sinigo, le Walchiane e le Voltziane, compaiono raramente insieme nel record fossile, e questo aveva lasciato aperto diversi dubbi sulla loro evoluzione. Grazie al ritrovamento a Sinigo è però stato possibile datare la coesistenza temporanea dei due gruppi e l’inizio della fase in cui le conifere più moderne hanno gradualmente sostituito quelle più primitive a circa 5 milioni di anni prima rispetto a quanto si era ritenuto fino ad ora.

 

 

Anche se i fossili ritrovati a Sinigo hanno dimensioni piccole e sono spesso frammentati non hanno quindi niente da invidiare a quelli che troviamo esposti nei grandi musei, e anzi, alcuni di loro possono essere osservati nelle vetrine della mostra temporanea “All’ombra del supervulcano”. Grazie alle loro peculiarità hanno infatti permesso di ricostruire un importante tassello dell’evoluzione della flora delle Alpi Meridionali durante il Permiano. In particolare, per quanto riguarda le conifere, il ritrovamento sia di conifere Walchiane che di conifere Voltziane ha generato implicazioni che portano alla comprensione della loro evoluzione su scala globale.

 

Ecco la pubblicazione scientifica di riferimento: Forte, G., Lanthaler, B., Morelli, C., Krainer, K., Trümper, S. & Kustatscher, E., 2023. The Kungurian (lower Permian) plant fossil assemblage of Sinich/Sinigo (NE Italy). – Bollettino della Società Paleontologica Italiana, 62(1): 53-83. doi: 10.4435/BSPI.2023.03 https://www.paleoitalia.it/bollettino-spi/bspi-vol-621/

 

 

Barbara Lanthaler, tirocinante di paleontologia presso il museo. Studentessa del curriculum Magistrale di Global Change Ecology and Sustainable Development Goals presso l’Universitá di Bologna.

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