Gola di Favogna: il paradiso delle farfalle

4. Febbraio

Ci vivono oltre 20 specie di farfalle, mai rilevate così a nord, tra cui una ancora sconosciuta alla scienza: la Gola di Favogna a Magrè è un vero paradiso per le farfalle.

La Gola di Favogna presso Magrè e le farfalle che ci vivono sono state per sei anni (dal 2013 al 2019) oggetto di studio di un gruppo di biologhe e biologi del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e dei Musei Provinciali del Tirolo guidati dal biologo tirolese Peter Huemer. Con l’ausilio di reti hanno campionato specie di farfalle diurne e crepuscolari, cercato bruchi e rilevato specie notturne utilizzando speciali fari. Quando possibile, hanno determinato la specie visivamente, altrimenti hanno raccolto campioni per la codifica a barre del DNA presso il Canadian Centre for DNA Barcoding (questo metodo determina l’ordine delle quattro basi dell’acido desossiribonucleico (DNA), adenina, citosina, guanina e timina, e – come il codice a barre sulla confezione dei generi alimentari – identifica una particolare specie animale o vegetale).

 

Il risultato: la Gola di Favogna presenta 524 specie di farfalle appartenenti a 47 famiglie; tra esse 18 specie non sono mai state avvistate nel restante territorio altoatesino. Particolare interesse destano tre esemplari attualmente non attribuibili a specie conosciute. Uno di essi, classificato come Oxypteryx marieae, è certamente una nuova specie, mentre sono ancora necessarie ulteriori ricerche per definire la classificazione degli altri due.

 

Secondo il fortunato scopritore Huemer, la farfalla Oxypteryx marieae si differenzia dalle altre per le caratteristiche esterne, la costruzione dei suoi organi sessuali, il suo insolito periodo di volo (in autunno invece che in primavera o in estate) e il suo corredo genetico: il DNA Barcoding ha rivelato una distanza genetica dalla specie più vicina significativamente maggiore della distanza tra le altre specie affini. Il biologo tirolese ha dedicato la nuova specie ad una persona molto speciale: “Solo le nonne ed i nonni possono capire”, ci scherza sopra, “dedico la nuova specie a mia nipote Marie, che dalla sua nascita è stata per me una costante ispirazione e una gioia quotidiana”.

 

Ma perché la Gola di Favogna rappresenta un luogo così ideale per le farfalle? Perché vi si trovano così tante farfalle che vengono avvistate raramente o mai in Alto Adige e, in alcuni casi, anche nel mondo? Peter Huemer: “Una grande varietà di piante cresce in questa enclave sub-mediterranea. Inoltre, la zona non sembra essere influenzata dagli insetticidi provenienti dalla Bassa Atesina, valle dominata dalla frutticoltura, perché il vento da sud difficilmente raggiunge la Gola di Favogna e perché grazie alla sua forte pendenza qui predomina una corrente d’aria discensionale. Queste condizioni favorevoli fan sì che, nonostante la vicinanza alle coltivazioni intensive, nella zona siano presenti, e in maggiore densità di popolazione, specie altrimenti in gran parte scomparse nella valle”. Oltre al numero eccezionalmente alto di rilevamenti di nuove specie per l’Alto Adige (circa il quattro per cento dell’inventario delle specie locali), è particolarmente degna di nota la loro significatività: quasi tutte le specie avvistate nella Gola di Favogna non sono presenti in altre zone dell’Alto Adige e qui raggiungono anche il limite settentrionale della loro distribuzione globale.

 

Lo studio si è svolto in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige nell’ambito dei progetti di ricerca finanziati dalla Provincia di Bolzano per la creazione di un database di codici a barre del DNA delle farfalle della regione alpina centrale e per la delimitazione genetica delle specie selezionate di animali arctoalpini e boreomontani dell’Alto Adige.

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