Prime tracce di istrice in Alto Adige

5. Gennaio

Le prime tracce dell’istrice, mai avvistato in Alto Adige, nei pressi di Vadena e Villandro, e la riscoperta del coleottero Attalus minimus.

Tre aculei dell’istrice Hystrix cristata sono stati trovati dalla guida ambientale escursionistica Andrea Debiasi nell’ottobre 2020 sulla strada forestale che porta da Vadena a Monticolo, un quarto aculeo è stato scoperto da Matteo Anderle, ricercatore di Eurac Research e dell’Università di Innsbruck lo scorso giugno in un bosco di Villandro.

 

I quattro ritrovamenti sono di grande importanza: in Italia questa specie protetta viveva fino al 1970 circa solo nell’area tra la Sicilia e la Toscana, si è successivamente diffusa a nord in seguito alla sua protezione ed ai cambiamenti climatici. Solo recentemente ha raggiunto il margine meridionale delle Alpi; in Alto Adige l’istrice non è mai stato avvistato.

 

Gli aculei di Vadena e Villandro rappresentano i ritrovamenti più settentrionali d’Europa. “Siamo curiosi di capire se la specie potrà insediarsi stabilmente in Alto Adige e se continuerà la sua espansione verso nord” spiega Chiara Paniccia esperta di mammiferi di Eurac Research. Lei insieme ai due ricercatori e ad Elia Guariento di Eurac Research hanno riassunto il loro lavoro sull’istrice in un articolo pubblicato di recente nella 21esima edizione della rivista scientifica “Gredleriana” e ricordano, che qualsiasi avvistamento dell’istrice può essere segnalato al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

 

 

Attalus minimus

Dal 2001, la rivista del Museo di Scienze Naturali riporta annualmente i risultati delle ricerche sulla flora e la fauna dell’Alto Adige. Quest’anno, ad esempio, riporta anche la riscoperta in Alto Adige del coleottero della specie Attalus minimus: questo animaletto, di casa in tutta Italia, in Alto Adige era stato avvistato per l’ultima volta nel 1911.

 

Poi, dopo una pausa di 109 anni, solo nel 2020 si è fatto rivedere, precisamente nell’aprile 2020 vicino a Bolzano, all’ingresso della Val Sarentino da Benno Baumgarten del Museo di Scienze Naturali, lo scorso marzo in un cortile interno di Merano dal ricercatore di Eurac Research Elia Guariento e due mesi dopo tramite l’app iNaturalist da Karim Fallaha nel centro storico di Bolzano.

 

“Può essere che questa specie semplicemente non sia stata vista per così tanto tempo in Alto Adige, in quanto si tratta di un coleottero piuttosto piccolo e poco appariscente che assomiglia anche fortemente a una specie più diffusa e relativamente comune”, spiegano Guariento e l’entomologo Gabriele Franzini nel loro articolo sulla Gredleriana 2021, “ma è anche ipotizzabile, che questa specie si fosse localmente estinta e abbia ricolonizzato la zona solo negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici.”

 

La Gredleriana – il suo nome risale allo scienziato tirolese padre Vinzenz Maria Gredler (1823 – 1912) – presenta i più recenti risultati di ricerca nei campi della zoologia e della botanica in Alto Adige o relativi all’Alto Adige. I singoli volumi sono disponibili al prezzo di 25 euro nello shop del museo o in formato digitale sul sito web del museo.

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